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La Profilazione

profiling_icona.gifL'infografica dedicata ti aiuterà a scoprire come funziona la Profilazione

La Profilazione è l'insieme delle tecniche e delle procedure utilizzate per conoscere in modo approfondito i beneficiari delle politiche per il lavoro, allo scopo di offrire loro servizi realmente personalizzati di accompagnamento e inserimento nel mercato del lavoro e assicurare così anche una maggiore efficienza della spesa pubblica: le misure di politica attiva che il centro per l'impiego (Cpi) propone alla persona disoccupata sono delineate in funzione del suo profilo personale di occupabilità, che riflette la sua distanza dal mercato del lavoro.  

La definizione del profilo personale di occupabilità prevede il calcolo del livello di svantaggio cioè della probabilità di non essere occupato. Secondo l'approccio cross-sezionale lo svantaggio è dovuto alle caratteristiche che rendono più probabile la permanenza nella condizione di disoccupazione e non a quelle che determinano il verificarsi della disoccupazione (non il perché una persona è disoccupata, ma cosa la fa rimanere disoccupata a lungo). 

Le caratteristiche considerate sono sia individuali (genere, età, cittadinanza, titolo di studio, stato di disoccupazione), sia riferite al territorio in cui risiede la persona e quindi alla dinamicità del mercato del lavoro locale (tasso di occupazione, incidenza delle famiglie a bassa intensità di lavoro, densità imprenditoriale). Tali caratteristiche sono ricavate dalle informazioni anagrafiche e professionali che l'utente inserisce sul portale Anpal al momento della dichiarazione di immediata disponibilità – DID (profilazione quantitativa).  

Un software dell'Anpal associa a ciascuna caratteristica coefficiente che indica quanto essa pesa sulla probabilità di rimanere nella condizione di disoccupazione e calcola il livello di svantaggio.

Esso assume valori compresi tra 0 e 1: a una persona con valore 0,1, cioè facilmente collocabile nel mercato del lavoro, si potrà offrire direttamente un contratto di lavoro; mentre a chi ha un valore 1, cioè il grado più elevato di difficoltà nel collocamento, si dovrà proporre un corso di formazione per acquisire nuove competenze. 

Stimare statisticamente il livello di svantaggio consente di prendere in considerazione i soli fattori osservabili. Per limitare questa distorsione e in linea con quanto in uso nella gran parte dei paesi europei, si è deciso di adottare un sistema di profilazione misto, che integra l'indice statistico con una valutazione discrezionale degli operatori dei Cpi. Al momento della stipula del patto di servizio personalizzato e in base all'esito del colloquio per valutare le competenze dell'utente, l'operatore stabilisce, in base a una metodologia standard su tutto il territorio nazionale, il profilo di occupabilità (profilazione qualitativa) e individua le azioni mirate all'inserimento lavorativo. 

Il valore della profilazione viene aggiornato ogni 90 giorni. Più aumenta la durata della disoccupazione, infatti, più è difficile ricollocarsi perché le competenze diventano obsolete: di conseguenza aumenta la distanza dal mercato del lavoro e il valore della profilazione si avvicina a 1. Se, al contrario, nei 90 giorni, la persona disoccupata ha frequentato un corso di formazione o acquisito delle competenze, la distanza dal mercato del lavoro si riduce e il valore si approssima allo zero.