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Gli strumenti di inserimento nel mercato del lavoro

​Il sistema per l'inserimento nel mercato del lavoro delineato dal decreto legislativo del 14 settembre 2015, n. 150, agli articoli 19, 20, 21 e 22, prevede che la persona priva di lavoro si attivi per cercare di reinserirsi nel mercato del lavoro, prima di tutto presentando la DID, la dichiarazione di immediata disponibilità, e poi partecipando ai percorsi di istruzione, formazione e lavoro che le verranno via via proposti durante la disoccupazione. 

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La persona, dal punto di vista amministrativo, è considerata disoccupata solo dopo che ha presentato la DID. La DID deve essere presentata online sul portale dell'Anpal dalle persone disoccupate che non percepiscono sostegni al reddito (es. Naspi, Dis-coll o indennità di mobilità), oppure sul portale dell'Inps se le percepiscono. Infatti la richiesta di misure di sostegno al reddito equivale ad una presentazione della dichiarazione di immediata disponibilità.

È sempre la persona che, entro 15 o 30 giorni dalla DID (a seconda che percepisca o meno sussidi), deve contattare il centro per l'impiego, per confermare il proprio stato di disoccupazione e per sottoscrivere il patto di servizio. Solo se la persona non si attiva in quel lasso di tempo, sarà il centro per l'impiego a contattarla.

Presentando la DID, la persona si dichiara disponibile non solo a lavorare, ma anche a partecipare al percorso di servizi e misure previste nel patto di servizio. Collegata all'obbligo di partecipare attivamente a questo percorso, è la previsione di un sistema di sanzioni graduali, nel caso in cui la persona non partecipi alle iniziative.

Il patto di servizio e le misure specifiche da proporre alla persona vengono delineate sulla base del suo profilo di occupabilità, cioè la difficoltà ad inserirsi o reinsersi nel mercato del lavoro. Il profilo è definito in base alle caratteristiche personali, quali ad esempio età, sesso, collocazione geografica, esperienze professionali… La profilazione di occupabilità è quindi un passaggio fondamentale per costruire nella maniera più idonea il patto di servizio.

La profilazione si compone di due parti. La prima è la cosiddetta profilazione quantitativa, che si effettua automaticamente al momento della registrazione sul portale Anpal, combinando le informazioni anagrafiche (età, sesso, collocazione geografica) e professionali (competenze e esperienze lavorative) fornite dalla persona disoccupata. Non sono più previste le quattro classi di profilazione di Garanzia Giovani, che per la prima volta ha introdotto la profilazione quantitativa in Italia, ma dei valori che vanno da 0 a 1. Chi ha il valore 0,1 è facilmente collocabile nel mercato del lavoro, chi al contrario ha un valore 1 ha un elevato grado di difficoltà nel collocamento nel mercato. Ad una persona con valore 0,2 si potrà  ad esempio offrire direttamente un contratto di lavoro, mentre ad una persona con valore 1, ad esempio, si dovrà proporre un corso di formazione per acquisire nuove competenze, e solo successivamente un contratto di lavoro.

Il valore della profilazione viene aggiornato ogni 90 giorni, in base alla durata della disoccupazione e alle altre informazioni raccolte dai centri per l'impiego. Man mano che aumenta la durata di disoccupazione, infatti, è più difficile ricollocarsi nel mercato del lavoro, perché le competenze possono diventare vecchie o non essere più in linea con l'evoluzione tecnologica di alcuni settori: di conseguenza aumenta la distanza dal mercato del lavoro e il valore della profilazione si avvicina a 1. Se, al contrario, nei 90 giorni, la persona disoccupata ha frequentato un corso di formazione o acquisito delle competenze, la distanza dal mercato del lavoro si riduce e il valore si approssima allo 0.

La seconda parte della profilazione, la cosiddetta profilazione qualitativa, si definisce presso il centro per l'impiego e si conclude con il patto di servizio personalizzato.

Il percorso di attivazione consta di tre momenti:

-           colloquio di accoglienza

-           colloquio di analisi della domanda;

-           stipula del patto di servizio personalizzato.

Il patto di servizio personalizzato è quindi un accordo tra l'operatore del centro per l'impiego e l'utente, dove viene individuato il responsabile delle attività, si definisce il profilo personale di occupabilità, vengono stabilite le attività da compiere per la ricerca di lavoro e la loro tempistica. Il patto prevede anche le modalità per dimostrare al responsabile delle attività che è stata svolta una ricerca attiva di lavoro.

La ricerca attiva di lavoro riguarda, ad esempio, la partecipazione a laboratori per imparare a redigere un curriculum vitae e ad affrontare un colloquio di lavoro, oppure la partecipazione a iniziative formative o di riqualificazione.

L'utente, con il patto di servizio, si impegna inoltre ad accettare delle offerte di lavoro congrue, cioè rispondenti a precisi parametri che riguardano la coerenza tra l'offerta di lavoro e esperienze e competenze maturate dalla persona, la distanza del luogo di lavoro dal domicilio e i tempi di trasferimento con mezzi di trasporto pubblico, la durata della disoccupazione (dalla presentazione della DID). Per le persone che percepiscono indennità, a questi principi si aggiunge l'entità della retribuzione dell'offerta di lavoro, che deve essere superiore di almeno il 20 % all'indennità percepita nel mese precedente.

Il patto di servizio personalizzato stabilisce poi la frequenza dei contatti con l'operatore del centro per l'impiego. Gli appuntamenti servono a monitorare il percorso, a valutarne l'efficacia e a rimodularlo, nel caso in cui non risulti adatto all'utente.

Il patto stabilisce infine gli obblighi reciproci dell'utente e dell'operatore del centro per l'impiego e fa riferimento ai motivi che giustificano l'eventuale assenza della persona agli appuntamenti, permettendo quindi di escludere i meccanismi di condizionalità.

Il confronto tra utente e operatore dei centri per l'impiego si conclude nel momento in cui cessa lo stato di disoccupazione, perché l'utente ha ottenuto un contratto di lavoro o perché ha avviato un'attività di lavoro autonomo.


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