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Il mercato del lavoro e il ruolo delle politiche attive

28 settembre 2017

Fare il punto sulla situazione delle politiche attive in Italia, attraverso un confronto tra rappresentanti delle istituzioni, studiosi e tecnici del mercato del lavoro: è stato questo l'obiettivo al centro del convegno che si è svolto il 27 settembre alla Luiss.

Il sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali Luigi Bobba ha spiegato le tre specificità dell'Italia: la prima è "la situazione dei giovani: sono pochi rispetto al totale della popolazione, molti di loro espatriano e molti sono Neet". La seconda è che "i sistemi di istruzione e i sistemi del lavoro sono rimasti a lungo sconnessi". La terza è che "il governo ha cambiato rotta investendo in maniera convinta sulle politiche attive del lavoro". Un impegno che sarà ancora più evidente nella prossima legge di bilancio, destinata a contenere "una misura robusta dedicata ai giovani sotto forma di sgravio contributivo per facilitarne l'assunzione da parte della aziende".

Bobba ha poi aggiunto che le risorse destinate al sistema duale e agli istituti tecnici superiori (Its) puntano a rafforzare la connessione tra mondo della formazione e mondo delle imprese per cominciare a ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, messo più volte in risalto anche dall'indagine Excelsior di Unioncamere. Nella direzione di modernizzare le competenze dei lavoratori va il piano Impresa 4.0, in particolare per ciò che riguarda il superammortamento previsto per le spese indirizzate dai datori di lavoro sulla formazione digitale dei loro dipendenti. Non mancherà un capitolo dedicato al potenziamento e alla stabilizzazione dei centri per l'impiego, né l'investimento sulla seconda fase di Garanzia Giovani che si concentrerà sui Neet più fragili, che non si è riusciti a coinvolgere nella prima edizione.

Il presidente dell'Anpal Maurizio Del Conte ha parlato in particolare di politiche attive: "L'esigenza è duplice: garantire servizi ai cittadini che cercano un'occupazione e garantirli anche alle aziende che cercano professionalità in linea con i loro fabbisogni. In Italia non c'è un sistema centralizzato delle politiche attive del lavoro, dal momento che le competenze in materia sono suddivise tra Stato e Regioni. Grazie al decreto legislativo 150 del 2015 l'Anpal ha comunque un importante ruolo di coordinamento della rete nazionale dei servizi per l'impiego. Va in tale direzione la sperimentazione sull'assegno di ricollocazione che abbiamo condotto quest'anno e che a breve entrerà a regime", arrivando a interessare una platea potenziale di mezzo milione di disoccupati. Del Conte ha insistito sul fatto che "i centri per l'impiego vanno rafforzati e gli operatori vanno riqualificati", dando atto che "il governo sta investendo su questo". Da non trascurare la sfida della "transizione scuola-lavoro. Nel nostro Paese manca una filiera strutturata e va costruita al più presto".

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