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Lavorare in Europa con la solidarietà

27 novembre 2017

La solidarietà come vero e proprio settore produttivo, in grado di generare occupazione retribuita, e come opportunità per i giovani di vivere un'esperienza all'estero e sentirsi pienamente cittadini europei. Il progetto European Solidarity Corps: Occupational Strand è stato lanciato a Roma il 24 novembre presso lo Spazio Europa, sede della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Coordinato dall'Anpal – Ufficio di coordinamento nazionale EURES, in partnership con Fondazione Brodolini e un'ampio insieme di organismi ed enti dei paesi europei (Servizio per l'impiego spagnolo, Città Metropolitana di Roma Capitale, Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Direzione generale Immigrazione e Direzione generale Terzo settore, rete Eurodesk Italia, Unioncamere, Rete EURES), rientra nell'iniziativa European Solidarity Corps della Commissione europea. L'obiettivo è offrire a 2.000 ragazzi e ragazze tra i 18 e i 30 anni la possibilità di lavorare nel settore della solidarietà (Ong, associazioni ed organismi del terzo settore, amministrazioni locali, imprese pubbliche e private), in uno dei 28 Paesi dell'Unione europea.

All'evento erano presenti la rappresentante della Commissione europea in Italia Beatrice Covassi, il sottosegretario del Ministero del lavoro Luigi Bobba, il presidente dell'Anpal Maurizio Del Conte, Denis Genton (Commissione europea, DG Employment) e Marinella Colucci (Anpal – Coordinatrice nazionale EURES). A seguire una tavola rotonda moderata da Colucci, a cui hanno preso parte rappresentanti di enti e istituzioni che lavorano nel terzo settore e interventi di vari attori europei coinvolti nel progetto.

"Mai come in tempi di crisi la solidarietà è percepita come fondamentale per superare la crisi stessa" ha dichiarato il presidente Del Conte. Per questo il rappresentante della Commissione Genton ha sottolineato il suo impegno per assicurare all'iniziativa europea maggiori risorse nel giro di poche settimane. Perché "la solidarietà è fondamentale per ricostruire i legami sociali che la crisi tende a recidere". E la coesione sociale aiuta l'economia e l'occupazione. È un concetto i cui fondamenti economici sono stati richiamati da Giuseppe Ciccarone, presidente della Fondazione Brodolini, secondo cui è dimostrato il superamento del tradizionale trade-off tra efficienza ed equità, fondamento dell'ortodossia economica e su cui è stato costruito l'attuale modello di sviluppo. E anche Claudio Gagliardi, vicesegretario generale di Unioncamere, ha sottolineato che le imprese più efficienti sono quelle che più cercano la coesione sociale al loro interno.

Il progetto European solidarity corps: Occupational Strand ha voluto accentuare proprio questo aspetto. Marinella Colucci, che lo ha illustrato, ha ricordato che il programma porta avanti il discorso che EURES ha intrapreso da tempo: "Il progetto capitalizza l'esperienza di YFej, del quale sviluppa l'impostazione, offrendo una gamma più ampia di aiuti, come ad esempio l'allargamento della platea delle imprese che possono ospitare giovani".

Il sottosegretario Bobba ha ricordato che i valori a cui si ispira il progetto sono già al centro della proposta di servizio civile universale dell'attuale governo e che "l'iniziativa di Anpal è ottima per accendere il motore di questo percorso".

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