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I meccanismi di condizionalità

​Il patto di servizio è un documento vincolante per chi beneficia di un sostegno al reddito: se non vengono rispettati gli obblighi previsti nel patto, infatti, sono previste delle sanzioni che incidono sui sussidi stessi (condizionalità).

I motivi che giustificano le mancanze e che, in caso di mancata presentazione, non fanno scattare la condizionalità sono: documentato stato di malattia o di infortunio; servizio civile e richiamo alle armi; stato di gravidanza, per i periodi di astensione previsti dalla legge; gravi motivi familiari documentati e/o certificati; casi di limitazione legale della mobilità personale; ogni comprovato impedimento oggettivo e/o causa di forza maggiore, documentati e/o certificati, cioè ogni fatto o circostanza che impedisca al soggetto di accettare l'offerta di lavoro congrua.

Questo sistema di sanzioni però non ha funzione punitiva, ma gioca un ruolo fondamentale nel potenziare l'efficacia del percorso di attivazione della persona, perché evidenzia la connessione stretta tra politiche attive e politiche passive, ossia tra gli strumenti che consentono di inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro e le misure che supportano la persona disoccupata con prestazioni a sostegno al reddito (ad esempio Naspi, Dis-Coll, indennità di disoccupazione).

I meccanismi di condizionalità prevedono sanzioni graduate se l'utente non si presenta all'appuntamento fissato al momento della registrazione online, o ad uno degli appuntamenti indicati nel patto di servizio personalizzato, e non fornisce un motivo giustificato per l'assenza: alla prima mancata presentazione, la mensilità della prestazione a sostegno del reddito viene decurtata di un quarto; alla seconda mancata presentazione viene decurtata una mensilità, alla terza mancata presentazione, decadono la prestazione e lo stato di disoccupazione per due mesi.

Le stesse sanzioni sono previste nel caso in cui l'utente non partecipi alle iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro, ad esempio per la stesura del curriculum vitae e la preparazione a sostenere colloqui di lavoro, o altre iniziative di orientamento (cioè le iniziative previste all'articolo 20, comma 3, lett. a, del decreto legislativo 150/2015).

Nel caso invece in cui l'utente non partecipi alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione (previste all'articolo 20, comma 3, lett. b), le sanzioni sono più gravi, e consistono nella decurtazione di una mensilità di sostegno al reddito alla prima mancata partecipazione e nella decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione in caso di ulteriore assenza.

Se l'utente non accetta un'offerta congrua di lavoro (articolo 20, comma 3, lett. c), la sanzione consiste nella decadenza dalla prestazione.

La condizionalità si applica alla prima settimana successiva all'accertamento della violazione degli obblighi previsti all'articolo 21, commi 5, 7, 8 e 9 del decreto legislativo 150/2015.

Non sono invece previsti meccanismi di condizionalità se l'utente è una persona disoccupata che non beneficia di sostegno al reddito, oppure se è una persona occupata in cerca di nuova occupazione o a rischio di disoccupazione: in questi casi il centro per l'impiego e l'utente formalizzano nel patto di servizio la reciproca disponibilità a condividere il percorso di orientamento intrapreso e gli interventi da realizzare, senza sanzioni.