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Incentivi all'occupazione

Cosa sono

Con questa definizione si intendono i benefici economici o normativi (di natura contributiva e/o fiscale) riconosciti ai datori di lavoro che assumono particolari categorie di lavoratori. La classificazione delle politiche del lavoro utilizzata da Eurostat (il Labour Market Policies) riporta gli incentivi all'assunzione tra le politiche attive del lavoro nella sezione delle "misure" ossia interventi che facilitano l'assunzione di disoccupati e altri soggetti "deboli" del mercato, o forniscono un supporto per garantire la continuità del lavoro di persone a rischio di perdita di lavoro involontaria.

Gli incentivi per l'occupazione rappresentano, dunque, un contributo pubblico al costo del lavoro, per la parte a carico del datore di lavoro. In alcuni casi, tale contributo può anche ricoprire l'intero costo del lavoro per un periodo di tempo limitato.

A chi sono rivolti

Di norma gli incentivi alle assunzioni sono rivolti alle imprese prevalentemente private, compresi gli studi professionali, che assumono particolari categorie di persone o tipologie di lavoratori. Tuttavia sono previsti in alcuni casi anche incentivi per aziende del settore pubblico e del non profit. Ad oggi sono attivi a livello nazionale una serie di incentivi all'occupazione volti a favorire l'ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro dei giovani, incentivi volti a contrastare gli effetti della crisi economica come quelli destinati alla assunzione di percettori di ammortizzatori sociali o ancora incentivi volti a facilitare l'ingresso o il reingresso nel mercato del lavoro di particolari categorie svantaggiate.

Gli incentivi non spettano

Gli incentivi non spettano al datore di lavoro nelle seguenti ipotesi :

  • se l'assunzione è obbligatoria per legge o è prevista dalla contrattazione collettiva;
  • se l'assunzione viola il diritto di precedenza alla riassunzione di un altro lavoratore con contratto a tempo indeterminato che era stato licenziato o il cui rapporto a termine era cessato;
  • se il datore di lavoro o l'utilizzatore con contratto di somministrazione hanno in atto sospensioni dal lavoro dovute a una crisi o riorganizzazione aziendale (a meno che l'assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all'assunzione di lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in diverse unità produttive);
  • se il datore di lavoro che assume, o utilizza in somministrazione, è riconducibile al datore di lavoro che ha licenziato il lavoratore nei 6 mesi precedenti o è legato ad esso da un rapporto di collegamento o controllo. 

Nel caso in cui le norme incentivanti richiedano un incremento occupazionale netto il calcolo si effettua mensilmente, confrontando il numero di lavoratori dipendenti a tempo pieno del mese di riferimento con quello medio dei dodici mesi precedenti (dal computo sono esclusi i lavoratori che nel periodo di riferimento abbiano abbandonato il posto di lavoro a causa di dimissioni volontarie, invalidità', pensionamento per raggiunti limiti d'età', riduzione volontaria dell'orario di lavoro o licenziamento per giusta causa).

Ai fini della determinazione e durata degli incentivi si cumulano i periodi in cui il lavoratore ha prestato l'attività in favore dello stesso soggetto (subordinato o somministrato); non si cumulano le prestazioni in somministrazione effettuate dallo stesso lavoratore nei confronti di diversi utilizzatori, tranne che tra gli utilizzatori ricorrano assetti proprietari sostanzialmente coincidenti ovvero intercorrano rapporti di collegamento o controllo.

L'inoltro tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie (sia per l'instaurazione e la modifica di un rapporto di lavoro o di somministrazione) producono la perdita di quella parte dell'incentivo relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione.

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