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null A Roma il seminario di ANPAL “Università e meaningful Work”
A Roma il seminario di ANPAL “Università e meaningful Work”
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Lavoro di qualità ed esperienze di contaminazione tra didattica e mondo imprenditoriale in un mercato lavorativo in evoluzione in cui mancano le competenze e le soft skill necessarie. Questo il filo su cui si è tessuta la trama del seminario organizzato da ANPAL tenutosi oggi a Roma, presso la sala Marco Biagi di Anpal Servizi. Coinvolti attori del mondo istituzionale, imprenditoriale, sindacale e delle università. L’evento, introdotto da Tommaso Cumbo, responsabile Unità organizzativa “Qualificazione servizi e politiche nelle università e negli ITS”, di Anpal Servizi, ha offerto un’opportunità di confronto e di riflessione sul ruolo di supporto dei career service agli atenei nel leggere i mutamenti del mercato del lavoro e nell’adeguare i percorsi di istruzione-lavoro.

Nel portare i saluti istituzionali, Raffaele Ieva - dirigente divisione 4 ANPAL- ha sottolineato l’importanza del seminario di oggi che s’inserisce in una serie di attività che vede impegnata ANPAL e la cui finalità è la contaminazione tra career service, università e impresa. “Per capire i fabbisogni del mercato del lavoro – sottolinea Ieva - è necessario puntare al contatto diretto con le imprese, al fine di costruire percorsi formativi adeguati che consentano l’accesso dei laureati al mercato del lavoro. Per colmare il mismatch tra domanda ed offerta di competenze, il valore aggiunto è il rapporto con l’impresa per adeguare la didattica delle università”.

Subito dopo, la parola è passata al mondo dell’impresa e del sindacato.  “Da un paio d’anni – evidenzia Giuseppe Massafra - segretario confederale Cgil – stiamo lavorando per valorizzare il tema della transizione, perché i cambiamenti del mercato del lavoro chiedono nuovi approcci che siano in grado di tutelare i lavoratori che noi rappresentiamo. La tutela comincia nel momento della formazione che precede il lavoro, mirando ad aumentare l’incontro tra competenze e fabbisogni professionali per posizionare il nostro paese a livelli alti di competitività. Alfonso Balsamo di Confindustria ha posto invece l’accento sul fatto che l’apprendistato e il mondo accademico non si sono mai incontrati. “Dobbiamo far dialogare – ha affermato - il mondo del lavoro e quello accademico. Le imprese sono preoccupate dal fatto che non trovano competenze e i ragazzi non conoscono i processi. Le imprese non vanno avanti senza le conoscenze dell’università, ma l’università da sola non ha il monopolio della conoscenza.

Nel suo intervento, Marco Montefalcone - Anpal Servizi - si è soffermato sul ruolo dei career service per la costruzione di percorsi istruzione-lavoro di qualità. “Meaningful work - ha spiegato Montefalcone – è un concetto multi-dimensionale che comprende differenti fattori o dimensioni: obiettivi, caratteristiche, soddisfazione individuale, contributo per lo sviluppo. Il ruolo del career service deve essere proattivo per promuovere l’organizzazione diretta di specifici percorsi e di supporto per l’adeguamento dei percorsi formativi, in modo da intercettare i nuovi fabbisogni professionali e facilitare la transizione verso l’industria 4.0”.

Tante le esperienze delle università portate in sala Biagi sulla costruzione di percorsi formativi basati sul lavoro, innovativi e di qualità. E’ emerso il volto dell’università del futuro che intercetta i nuovi trend, apre al dialogo con il mondo dell’impresa e punta all’imprenditività, perché come ha evidenziato il prorettore delegato dell’università di Cagliari Maria Chiara Di Guardo “le imprese vogliono dipendenti che ragionano come imprenditori e unendo il sapere universitario all’atteggiamento imprenditoriale si sviluppa l’innovazione”.

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